L’intelligenza artificiale che vince ai giochi senza sapere le regole

DeepMind MuZero riesce a comprendere come giocare e a diventare fortissima in breve tempo

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(Foto: DeepMind)

Chi non si annoia nei tutorial dei videogame? Tuttavia, iniziare una nuova sfida al buio può essere controproducente perché ci si trova spaesati e, alla fine, si perde solo tempo. A dimostrazione di quanto siano ormai evolute le intelligenze artificiali, ce n’è una chiamata MuZero che riesce a padroneggiare giochi anche complessi senza conoscere le regole di base.

MuZero è stata sviluppata da DeepMind, la società britannica controllata da Alphabet (Google, per intenderci) specializzata nelle A.I. che aveva stupito il mondo nel 2016 quando il suo software AlphaGo era riuscito a battere sonoramente il campione mondiale del go, il sudcoreano Lee Sedol. Quattro anni dopo si è alzata l’asticella e si è riusciti con successo a aggiungere un livello di difficoltà notevole in partenza come la totale mancanza di istruzioni su come giocare.

Come raccontato su Nature, si è scelto un gruppo di giochi visivamente semplici ma complessi nelle strategie come appunto go (che conta su 2,08×10170 diverse posizioni possibili), gli scacchi e la specialità nipponica dello shogi, alias il gioco dei generali. Inoltre, si è messo alla prova MuZero anche con videogiochi Atari che abbinano strategia a una grafica molto più complessa di quella di pedine che si muovono su una griglia.

differenze muzero
(Foto: DeepMind)

Il modo di agire di MuZero è molto più vicino a un concetto di consapevolezza e riflessione che a un mero esercizio di grandi numeri applicati in brevissimo tempo. L’A.I. si impegna infatti a prendere in considerazione ogni aspetto dell’ambiente di gioco assegnando valori specifici a azioni o posizioni e comprendendo ciò che è importante e ciò che è trascurabile. Così, non si limita a imparare da sé le regole con l’esperienza, ma anche costruire un sistema sempre più efficiente di correzione degli errori.

Un passo molto importante che consentirà in futuro di applicare queste migliorie alle intelligenze artificiali impegnate ormai in modo sempre più capillare nel mondo reale. Il primo test riguarderà una compressione video più efficiente.

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