Recensione Xbox Series X, non chiamatela pc

Primi giorni con la console next generation di Microsoft: una macchina da gioco perfetta che lancia un nuovo modo di intendere l’esperienza videoludica

Per capire Xbox Series X occorrere tracciare la strada percorsa da Microsoft fin dal suo esordio, avvenuto nel lontano 2001 col primo modello. Si trattava a tutti gli effetti di un pc, checché se ne dica. Non a caso, nacque da un’intuizione di Seamus Blackley, ex genio di Looking Glass Technologies (quelli di Ultima Underworld, per intenderci), che insieme a Ted Hase, Otto Berkes e Kevin Bachus decise di smontare, compattare e rimontare un notebook Dell per trasformarlo nel prossimo avversario della PlayStation di Sony. La prima Xbox, oggi lo possiamo dire a cuor leggero, era imbarazzante nell’aspetto, nel contenuto tecnologico e nella dotazione software iniziale, ma lasciava intravedere alcune idee brillanti. In particolare due: la dashboard, vale a dire l’interfaccia principale, e il sistema online, che Microsoft volle imporre, fin da subito, come pietra miliare del settore. Niente, insomma, sarebbe stato più come prima.

Dalla prima Xbox a oggi

Ecco, per capire Xbox Series X occorrerebbe ripercorrere i passi compiuti da quella prima Xbox a oggi, ma la verità è che le tappe intermedie, vale a dire Xbox 360 e Xbox One, con alcune edizioni speciali a contorno, sono state un insieme di passi avanti ed errori grossolani che vanno ascritti più a scosse d’assestamento che vere e proprie tappe evolutive. Perché, e qui sta il punto, Xbox Series X appare più come ciò che doveva essere la primissima Xbox. Però, ora, al momento giusto, nel modo giusto e con la giusta presentazione. Non a caso, ai piatti forti della casa, dashboard e sistema online, aggiunge design, caratteristiche tecnologiche e parco software di alto livello, insieme a una strategia marketing finalmente chiara.

Due modelli (per ora)

Xbox Series X esce il 10 novembre a un prezzo di 499,99 euro e nella stessa data sarà lanciata anche Xbox Series S, una versione meno potente, a 299,99 euro. Microsoft ci ha fornito il primo modello, che dal punto di vista strategico rappresenta il vero salto generazionale nella sua famiglia di console, anche se l’idea di Serie S, come vedremo, ha molto senso.

Si diceva, caratteristiche tecniche. Come sempre succede quando si parla di architettura tecnologica di una console, non si deve cadere nell’errore di fare paragoni col mondo pc, sebbene Xbox Series X, più di Xbox 360 e One, si avvicini proprio a quello. La quarta generazione di console Microsoft sfrutta un processore sviluppato ad hoc di tipo AMD Zen 2, con 8 core e frequenza a 3.8 GHz. È accompagnato da un chip grafico RDNA 2, sempre di AMD. Per intenderci, è quello utilizzato nella serie di schede grafiche Radeon RX 6000, presentate solo poche settimane fa. A fare compagnia ai processori, 16 Gigabyte di RAM GDDR6 molto veloce (10 vanno a 560 GB al secondo e 6 a 336 GB al secondo) e un disco fisso SSD da 1 Terabyte. Un pc, dunque? Andiamoci piano.

Un design che convince

Il design è uno dei più originali mai visti in ambito console. Può piacere come no, a qualcuno ha ispirato dei meme che lo vedono come costoso posacenere, ma è indubbio che si ponga anni luce di distanza rispetto agli scatolotti della generazione precedente e, in genere, a tutti i tentativi più o meno riusciti compiuti da Microsoft nel suo percorso. Quel che colpisce di Xbox Series X è la compattezza estrema, che racchiudere tutti quei componenti in uno chassis di appena 30 x 15 x 15 centimetri.

Vederlo dal vivo fa ancora più impressione che in foto, specie per via della qualità e solidità dei materiali. Il design di Xbox Series X piace soprattutto per la chiarezza e funzionalità: si capisce subito cosa fa cosa. Nella parte frontale, la fessura del lettore, una presa usb, il pulsante di accensione, quello di connessione wireless alle periferiche e stop. Sul retro, due porte usb, quella hdmi 2.1, una porta di espansione della memoria, la presa per le connessioni cablate e quella di alimentazione. Considerando che l’alimentatore è interno, e le caratteristiche tecniche, è impressionante il lavoro fatto dagli ingegneri per rendere la console così compatta e garantire un corretto raffreddamento.

Pur in dimensioni compatte, Xbox Series X offre anche diverse possibilità di espansione.

So bene quello che, a questo punto, vi state chiedendo: sì, Xbox Series X è una console molto silenziosa. Raffreddamento e silenziosità, si sa, non vanno molto d’accordo, ma la soluzione trovata, cioè quella ventola in posizione superiore, risolve tutti i problemi in un colpo solo. Ovvio, all’interno della console c’è dell’altro, ma la differenza tra console e pc, in fondo, sta tutta qui: chi compra una console vuole, nella maggior parte dei casi, infischiarsene di dettagli tecnici e poter iniziare a giocare in quattro e quattr’otto. E Xbox Series X permette di farlo, anche se non proprio immediatamente.

Avvio via smartphone

Il suo primo avvio, infatti, richiede di passare dall’installazione e utilizzo dell’app Xbox, disponibile per qualsiasi smartphone. Niente di complicato e alla fine, proprio grazie all’app, si ha modo di gestire la propria libreria e le installazioni dei videogame, senza contare la possibilità (al momento limitata) di controllare la console dal dispositivo. Il tempo di installare e configurare la console, circa dieci minuti, basta ad avere già una prima impressione del controller, specie per chi è avvezzo all’ottima tradizione di casa Microsoft nel settore. Di base non stravolge il fortunato concept dei precedenti, spinge un po’ di più sulla compattezza, ma tradisce un po’ le aspettative. In particolare, si dimostra molto freddo e poco “tattile”, senza contare che il peso si rivela un po’ eccesivo al cospetto delle dimensioni. La delusione principale arriva dall’arcaico utilizzo delle tradizionali batterie stilo, che stonano non poco in questo tripudio di brillanti soluzioni tecnologiche.

Il controller è la parte che tradisce un po’ le aspettative.

Squadra che vince…

Mantenere certe soluzioni, comunque, non si rivela sempre una scelta sbagliata, specie se si tratta di quelle che hanno sempre funzionato. E infatti l’interfaccia principale è rimasta pressoché immutata, limando i difetti storici tra cui, in primis, una certa lentezza di risposta. Non solo: la dashboard si carica pressoché istantaneamente in tutte le situazioni, mentre per il resto se provenite da Xbox One vi ritroverete perfettamente a vostro agio. In caso contrario, apprezzerete quelle che, fino a questo momento, è la migliore interfaccia su console.

I primi titoli

Xbox Series X, lo ricordiamo ancora, è una console, quindi prima o poi viene il momento di giocarci. Meno male. I titoli che Microsoft garantisce essere ottimizzati fin da subito per la sua nuova macchina sono Forza Horizon 4, Gears 5, Destiny 2, Gear Tactics, Sea of Thieves e The Touryst (ma l’elenco di quelli che lo saranno a breve è ampio), e per l’occasione ho provato i primi tre e il gioiellino di Shin’en Multimedia. Sulla bontà della grafica c’è davvero poco da dire, sia sul versante della definizione delle texture che della fluidità, passando per una girandola di effetti speciali difficili da descrivere e così generosi da passare quasi inosservati. Si dà così per scontato il salto generazionale dal punto di vista grafico che analizzarlo diventa quasi una caccia pretestuosa al difetto. La verità è che, con il televisore o il display giusto, per lo meno per questi titoli, c’è solo da rimanere a bocca aperta. Il vero quid in più sta nei caricamenti, in qualsiasi accezione. Il caricamento di un titolo per la prima volta, il caricamento dei file grafici, il caricamento nel passaggio da un titolo a cui si sta giocando a un altro. È tutto rapidissimo, fluido, e il lavoro di Microsoft nello sviluppo della sua architettura ha puntato soprattutto a questo.

Microsoft punta all’utente, non alla console

Xbox Series X, da un certo punto di vista, è una console molto vicina al pc, ma dal mondo dei computer vuole prendere solo il meglio riportandolo nel suo campo di battaglia. Togliendo quindi il superfluo: i caricamenti, l’eterogeneità di interfacce e periferiche, i lag, i problemi di driver. E più si utilizza la nuova console Microsoft, più è chiaro che Xbox Series X sia proiettata verso il futuro dei videogame più di quanto abbiamo creduto finora. Perché, questo è palese e lo sarà ancor più nei prossimi mesi, si configura come una potente interfaccia verso un universo di gioco che include, sorpresa, il pc e le tecnologie di streaming. Con Xbox Series X, Microsoft probabilmente non punta a vendere console ma ad acquisire utenti, che oggi magari sceglieranno questo gioiello per le sue tante appetitose caratteristiche, ma domani potranno passare con disinvoltura a partite su pc o su Android con lo streaming di xCloud. In questo senso, l’abbonamento a Game Pass (1 euro il primo mese e 12,99 euro per ogni mese successivo nella versione Ultimate, che include un catalogo di giochi giocabili da Xbox, pc e smartphone in continua espansione) diventa un requisito quasi essenziale per godersi l’esperienza fino in fondo. Senza contare la pressoché totale compatibilità con tutto il catalogo della precedente Xbox One: la migliore promessa di supporto all’utenza da parte di Microsoft.

Xbox Series X misura 30 x 15 x 15 centimetri. E l’alimentatore è interno.

A chi serve Xbox Series S

La strategia di Microsoft diventa ancora più chiara nel momento in cui si trova a catalogo anche Xbox Series S. Che all’apparenza è un passo falso, quasi un affronto per chi crede nella nuova generazione di console. Meno potente di Xbox Series X, ha anche meno RAM (e i 10 GB sono più lenti), un disco fisso che è la metà, è senza lettore ottico (quello di Series X è un ultra hd blu-ray) e, rispetto alla sorella maggiore, non supporto risoluzioni fino a 4K ma si ferma a 1440p. Qualcuno sogghigna “è una Xbox One Pro” e forse ha ragione, ma la verità è che costa 200 euro in meno e va ad abbracciare gli utenti attenti alle spese, con televisori e display un po’ obsoleti e a cui, alla fin fine, i dettagli fanno poca differenza. Che è un ottimo modo per allargare il pubblico e veicolarlo verso un universo comune quale sarà, probabilmente, la prossima generazione di videogame, che vedremo tra 4 o 5 anni. Nel frattempo, a oggi, Xbox Series X è tutto ciò che si poteva chiedere al mondo dei videogame nell’anno di grazia 2020. E se vi state chiedendo della sfida a PlayStation 5, bè, ne riparleremo tra qualche giorno, ma la verità è che Microsoft questa volta non ha davvero sbagliato nulla.

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